Parthenoplay

I Classici in Jazz

Un album variegato che sovrappone, riarmonizza e cita temi noti del jazz dei più “strafamosi” capolavori della canzone napoletana

L’idea…

Mettere le mani sulle canzoni di Napoli non è cosa facile. Qualche anno fa pensai ad un approccio “scanzonato”, quasi goliardico. Sovrapporre, accostare, riarmonizzare, citare temi noti del jazz nelle intro o nei finali dei più “strafamosi” capolavori della canzone napoletana. Alcuni miei amici (tra i migliori musicisti campani) accettarono anni fa di seguirmi in questa ricerca (in alcuni casi facendomi dono di ramanzine per la mia atavica resistenza a produrre parti scritte dei miei arrangiamenti, vedasi in particolare il sommo M° Vigorito, che mi regalò finanche un meraviglioso quaderno pentagrammato rivestito in pelle al mio 50°, rimasto orgogliosamente intonso fino ad oggi). La cosa parve funzionare, qualche occasione di confronto col pubblico fece venir fuori la doppia “lettura” possibile dell’operazione musicale: il cultore di jazz ne apprezza la ricerca armonica, il fruitore medio riconosce la naturale bellezza dei temi napoletani, che non soffrono della manipolazione.

Sono nati così i “sottotitoli” quasi umoristici, come Figli di Napule è, grazie all’intro di Figli delle stelle che fa capolino ovunque, Munasterio all’Havana, per l’utilizzo del “bolero”, Rumbacaravàn, che mescola Caravan con la Rumba di Viviani, Nostalgia of Funiculì, creata dalla sovrapposizione di Nostalgia in Times Square al capolavoro di Denza, Freva ‘e night, con protagoniste Fever e Voce ‘e notte. Il disco è aperto dalla magia della voce di Mariano Rigillo che recita ‘O surdato ‘nnammurato, eseguito poi in un mood intimo da Marina. Lo stesso brano chiuderà il disco nella versione in quintetto, permeata di dixieland, trasformandosi quindi in ’Nnammurato a New Orleans. Quasi una “ghost track”, arriva poi una splendida versione di Io te voglio bene assaje, con al pianoforte Alessio Busanca, che aveva già aperto il disco; preludio questo al prossimo lavoro su Napoli, che vedrà la luce nel 2020 e che sarà curato dal talentuosissimo pianista campano, dal titolo Parthenope’s Songbook. Napoli non smetterà mai di ispirarci quindi, restando sempre una meraviglia nei secoli.

Giuseppe di Capua

Produced by: MB CONCERTI
Distributed by: Phonotype Record S.R.L
Rec, mix and mastering by: Carlo Gentiletti @Elios Registrazioni audiovisive
Graphic by: Manuela Coluccino
Photos by: Diego Loffredo
Booking: MB Concerti Management

Giuseppe Di Capua plays a Steinway piano Model D Gran coda

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+39 331 34 66 683
contact@marinabruno.it